Uccellaia

Il Golosario di Paolo Massobrio parla dei nostri vini...

Giulia NicolettiComment

Vini di personalità, con diversi anni alle spalle

di Alessandro Ricci

In agricoltura ci sono sempre più aziende al femminile, spesso originate da un “ritorno alla terra” (o fuga dalle metropoli), come ha anche rilevato una recente analisi di Coldiretti. Ma in questo caso, si tratta di una scelta che ha preconizzato i tempi, perché Enrica Baroni Nicoletti ha “scoperto” l'Uccellaia già nel 1977. Si trova in Val Nure, nel comune di Vigolzone, incuneata fra la Val Trebbia ad Ovest e la Val D’Arda ad Est, e oggi è un'azienda agricola a regime biologico di quindici ettari, otto dei quali coltivati a vigneto e sette immersi in boschi di castagni, di querce e di robinie che la nascondono e la proteggono. A lavorarci, assieme alla madre, le figlie Giulia e Maria Adelaide

Dal 1998 – dopo essersi impegnati in un allevamento di cavalli da sella – Enrica ha cominciato a vinificare le uve prodotte. Ed è nato il primo vino, il Rosso dell'Uccellaia, ancora oggi – le bottiglie totali sono circa 25000 - il più significativo dei vini prodotti in azienda. Tra gli altri, abbiamo assaggiato il Gutturnium 2011(prezzo in cantina: 9 euro), ottenuto da uve barbera e bonarda, e affinato in acciaio, piacevole, già dal colore rosso rubino vivo, e poi al naso esplosivo di frutto, polposo. In bocca è secco, c'è ancora tanta frutta, e un'acidità che invita alla beva. Un vino semplice, verrebbe da dire, ma di quella semplicità che è un dono, e da portare a tavola con un piatto di pasta al pomodoro per far festa con gli amici. IlBauscia dell'Uccellaia 2008 (prezzo in cantina: 12 euro) è un assemblaggio di merlot e una piccola percentuale di croatina. Rosso rubino fitto, ha profumi puliti e ancora giovani di prugna e more, in cui si innesta un piacevole floreale e una nota finale erbacea. Si conferma in bocca, per acidità e giusti tannini, e una discreta persistenza. 

E veniamo al Rosso dell'Uccellaia, dell'annata 2006 (prezzo in cantina: 14 euro), ottenuto da uve merlot e barbera, affinato 12 mesi in barriques di rovere francese, successivamente in botti di acciaio e poi tre-quattro anni di bottiglia. Al naso non dimostra i suoi (quasi) dieci anni: la frutta è precisa, matura ma non stanca (fragolina di bosco, ribes); c'è poi una foglia di menta, un po' di pepe, leggere note terziarie smaltate. L'assaggio è vispo, quasi “giovane”, acido e minerale, dai tannini rotondi. Un vino di personalità, da scoprire.